Qui non si fa pubblicità occulta. Avvertenza.

ma se si fanno consigli per gli acquisti, sono consigli veri, da cuoca-casalinga a lettore, senza scopo di lucro. Infatti non riceviamo compensi di nessun tipo e non ci vengono forniti beni a titolo gratuito, anzi spesso e volentieri l’azienda neanche sa che gli abbiamo fatto pubblicità.

Comunque sull’argomento, che magari a qualcuno potrebbe interessare dedichiamo questo articolo tratto da : http://www.ilfattoalimentare.it/antitrust-influencer-blogger-pubblicita-occulta-giuri.html

Dopo il Giurì anche l’Antitrust dice basta alla pubblicità mascherata di blogger e influencer su Facebook, Instagram, YouTube …

L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha inviato lettere di moral suasion ad alcuni dei principali influencer e blogger, e alle società titolari dei marchi visualizzati in questi siti senza che non indicano la natura commerciale della comunicazione. La decisione è il frutto di indagini iniziate dopo le polemiche su alcuni blogger che attraverso i social fanno pubblicità ai prodotti senza indicare la natura commerciale del rapporto. Per arginare il fenomeno della pubblicità mascherata anche l’Istituto di autodisciplina pubblicitaria nel 2016 aveva pubblicato un documento (“Digital chart”),  in cui denunciava come, nonostante l’esistenza di regole, nelle pagine dei food blogger spesso risultava difficile distinguere un contenuto pubblicitario sponsorizzato da un consiglio spontaneo, frutto dell’esperienza. Anche Il Fatto Alimentare qualche mese fa è intervenuto su questo argomento inviando una richiesta  di censura.

Secondo l’Antitrust l’influencer marketing è una nuova forma di comunicazione che consiste nella diffusione su blog, vlog e social network (come Facebook,Instagram, Twitter, Youtube, Snapchat, Myspace) di foto, video e commenti da parte di “bloggers” e “influencers” (ovvero di personaggi di riferimento del mondo online, con un numero elevato di followers), che mostrano sostegno o approvazione (endorsement) per determinati brand, generando un effetto pubblicitario, ma senza palesare in modo chiaro e inequivocabile ai consumatori la finalità pubblicitaria della comunicazione. Il fenomeno sta assumendo dimensioni crescenti in ragione della sua efficacia derivante dal fatto che gli influencer riescono a instaurare una relazione con i followers-consumatori, i quali percepiscono tali comunicazioni come consiglio derivante dall’esperienza personale e non come comunicazione pubblicitaria. Spesso, le immagini con brand in evidenza, postate sul profilo personale del personaggio, si alternano ad altre dove non compare alcun marchio, in un flusso di immagini che danno l’impressione di una narrazione privata della propria quotidianità. Le immagini, infatti, talvolta, rappresentano un ambiente domestico e sono realizzate con tecniche fotografiche non ricercate; altre volte, le tipologie di immagini, le pose dei personaggi e l’ambiente assumono lo stile di un set fotografico. L’evidenza data ai marchi può variare in intensità e modalità, in quanto le tipologie di post e personaggi si presentano molto eterogenee. In alcuni casi, i nomi dei brand sono citati negli hashtag dei post, in altri casi, sono invece in evidenza nell’immagine. Il post può essere accompagnato da commenti enfatici sul prodotto.

L’Antitrust ha  chiesto ai gestori e tutti gli operatori coinvolti  di rendere chiaramente riconoscibile la finalità promozionale, in relazione a tutti i contenuti diffusi mediante social media, attraverso l’inserimento di avvertenze, quali, a titolo esemplificativo e alternativo, #pubblicità, #sponsorizzato, #advertising, #inserzioneapagamento, o, nel caso di fornitura del bene ancorché a titolo gratuito, #prodottofornitoda; diciture alle quali far sempre seguire il nome del marchio. L’avvertenza deve essere inserita laddove esso derivi da un rapporto di committenza e abbia una finalità commerciale, ancorché basato sulla fornitura gratuita di prodotti.


Comunque se qualche azienda alimentare e enologica fosse interessata a farsi pubblicità su questo sito, valuto proposte in merito, quindi non sono contraria, ma se lo faccio, lo faccio consapevolmente e avverto i miei lettori. Mi sembra più onesto. ;o). Sarei invece felicissima di ricevere forniture dei prodotti che già uso in cucina, così non cambio le mie modalità e pubblicizzo qualcosa in cui credo veramente e che uso abitualmente. Per contatti qui.


sostieni

 

Vi sosteniamo:

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Non ho mai preparato i biscotti….

e adesso vorrei finalmente provare a cimentarmici ;o)

Partiamo da una ricetta che può diventare vegana, che ho appena scovato: i famosi biscotti al cocco. Eh, sì, è estate e il cocco, cocco bello! imperversa….

Ecco gli ingredienti:

  • 180 g di farina di cocco
  • 120 g di zucchero a velo
  • 2 albumi d’uovo (100 ml di latte di soia per la versione vegana, vedi sotto nello specifico, perché è un po’ più complessa)

ci vogliono giusto 5 minuti per prepararli!!!

Preparazione:

Per preparare i biscotti al cocco, mescolate in una terrina la farina di cocco, gli albumi e lo zucchero a velo. Mescolate fino ad ottenere un composto omogeneo.

Con le mani, create delle palline con l’impasto e disponetele su una teglia.

Infornate per 5 minuti a 210° in modalità ventilata, sfornate e lasciate riposare prima di servire!

dolcetti-al-cocco   biscottini-al-cocco   biscotti-cocco-veloci

 

 

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La torta morbida al cocco e cioccolato.

Oh, là. Salve a tutti! Oggi mi voglio cimentare nella preparazione della torta al cocco. Utilizzando la farina di cocco reperibile in ogni supermercato ormai.

Ingredienti:

  • 3 uova
  • 100 g di zucchero
  • 150 gr di farina di cocco
  • 200 g di farina bianca
  • 90 gr. di cacao dolce
  • 150 gr. di burro chiarificato
  • 1 bicchiere di latte di cocco (in un bicchiere inserite 3 cucchiai di farina di cocco e poi aggiungete l’acqua a riempire, mischiate bene con un cucchiaio e lasciate macerare)
  • 1 bustina di lievito

Una ricetta davvero facile da preparare e gustosissima.

Preparazione
Per preparare la torta al cocco e cioccolato rompete le uova in una ciotola: aggiungete lo zucchero e montate il composto con una frusta.

Quando avrete ottenuto una crema bianca e soffice potete proseguire con gli altri ingredienti. Utilizzare il burro chiarificato tenuto a temperatura ambiente e aggiungetelo al composto di uova e zucchero: versate quindi il latte a filo (compresa la farina non sciolta).

Setacciate la farina bianca e aggiungetela al composto: aggiungete quindi i 100 gr di farina di cocco e la bustina di lievito.Unite quindi le 3 chiare d’uovo montate a neve.

Infine unite al composto il cacao setacciato: mescolate con un cucchiaio di legno per ottenere un composto liscio ed omogeneo.

Ungete il la teglia con il burro e versatevi il composto della torta. Infornate a 180° per 50 minuti. Con uno stuzzicadenti verificate la cottura della torta: se lo stuzzicadenti uscirà pulito la torta è pronta. Servite tiepida, tagliata a quadretti magari con una pallina di gelato. Spolverate con la farina di cocco.

Inserire foto del 14/07/2017
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Cenetta a lume di candela

143058

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Come preparare le cremose patate al latte

patate-latte-2

patate al latte – ©La magia in cucina

Ingredienti:

per 4 persone

1 kg di patate
50 grammi di farina 00
100 grammi di burro
sale alle erbe e pepe quanto basta
200 ml di latte – nella mia versione ho utilizzato LATTE DI RISO invece che latte vaccino.

PATATE AL LATTE cremose di http://blog.giallozafferano.it/valeriaciccotti/patate-al-latte/

Procedimento

Pelare le patate e pulirle poi con un panno umido per togliere eventuali residui di terra. Non lavare le patate in acqua corrente per non togliere le loro qualità organolettiche.
Tagliarle a pezzettini molto piccoli ( in modo che cuociano prima).
Metterle in una ciotola ed unire il sale e la farina, mescolarle bene e tenerle da parte.
In una padella sciogliere il burro, e quando sarà completamente sciolto, unire le patate, mescolare ed abbassare la fiamma.
Far cuocere le patate, con un coperchio per circa 10 minuti, girarle spesso per evitare che si brucino.
Quando saranno dorate e morbide, Unire il latte e continuare la cottura fin quando il latte non si sarà ristretto e si sarà formata una cremina.

Ottime sia con la carne che con il pesce.

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Molti non lo sanno, ma la plastica scade…

E’ normale usare contenitori di plastica per la conservazione degli alimenti, ma molti di noi non sanno che non sono solo gli alimenti ad avere una scadenza, ma anche i contenitori di plastica ne hanno una. In realtà non è proprio così. Questa notizia mi era stata riportata con l’intento benevolo di mettermi sull’avviso, ma prima di prenderla per oro colato ho preferito verificare se le cose stanno proprio così.

Ho scoperto invece molte altre cose sui MOCA che invece non sapevo. Per esempio che possono essere tossici e nocivi in taluni casi, è quindi bene stare attenti e darci un occhio.

Qui di seguito potete scaricarvi l’opuscolo pubblicato sul sito del Ministero della Salute

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Gli alimenti vengono a contatto con molti materiali e oggetti durante le rispettive fasi di produzione, trasformazione, conservazione, preparazione e somministrazione, prima del loro consumo finale. Tali materiali e oggetti sono denominati materiali ed oggetti a contatto con gli alimenti (MOCA) – ad esempio contenitori per il trasporto degli alimenti, macchinari per la trasformazione dei prodotti alimentari, materiali da imballaggio, utensili da cucina e posate e stoviglie – e dovrebbero essere sufficientemente inerti da evitare che i loro componenti incidano negativamente sulla salute del consumatore o influenzino la qualità degli alimenti. Per garantire la sicurezza dei MOCA e per favorire la libera circolazione delle merci, nell’Unione europea (UE) vige una serie di requisiti legali e forme di controllo.

https://www.greenme.it/mangiare/alimentazione-a-salute/5536-plastica-e-alimenti-come-riconoscere-le-materie-plastiche-da-non-usare-mai-con-i-cibi

e l’ultimo articolo: https://www.greenme.it/mangiare/alimentazione-a-salute/10486-plastica-contatto-alimenti

Per quanto riguarda la scadenza dei contenitori in PET è valido quanto segue:

Nel caso specifico di bottiglie in PET ad uso ripetuto la data di scadenza è precauzionale ovvero si stima che riutilizzandola in un dato arco di tempo la bottiglia si usuri e quindi la plastica diventi più fragile e soggetta a migrazione verso l’alimento che contiene.

Anche i produttori parlano infatti di usura (come si può leggere sul sito di una nota azienda): “La bottiglia riporta una data perché con il tempo il materiale invecchia e quindi non risulta più sicuro per la gasatura. Per questo motivo è importante rispettare la scadenza

tratto da http://www.ilfattoalimentare.it/bottiglie-di-plastica-scadenza.html

spero di aver chiarito così alcuni dubbi.

 

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Come conservare i pomodori secchi

Ho acquistato un sacchetto di pomodori secchi al mercato settimanale di Bolzano ad un buon prezzo e quindi ne approfitto per conservarne un po’. Come fare?

foto

Ingredienti:

  • pomodori secchi (almeno metà vasetto) essiccati al sole
  • olio extravergine di oliva (1/4)
  • olio di semi di girasole (1/4)
  • aceto di mele o di vino bianco
  • sale fino
  • zucchero
  • capperi
  • basilico o menta
  • origano
  • spicchi d’aglio
  • pepe
  • prezzemolo

Pomodori secchi conservati sottolio

Metteteli in una ciotola con mezzo litro di aceto e sale per almeno 4 ore. Fatto questo, scolateli, asciugateli con cura, poneteli nei vasetti e ricopriteli di olio. Fate bollire poi i vasetti, chiusi ermeticamente.

Conservazione

I pomodori secchi sott’olio si conservano per circa 3 mesi, purché il sottovuoto sia avvenuto correttamente e i barattoli siano conservati in un luogo fresco e asciutto, al riparo da fonti di luce e calore. Si consiglia di attendere almeno 1 settimana prima di consumare i pomodori. Una volta aperto ogni barattolo, conservare in frigorifero e consumare nel giro di 3-4 giorni al massimo, avendo cura di aggiungere olio extravergine d’oliva per mantenere i pomodori sempre coperti.

Per una corretta preparazione delle conserve alimentari

Per una corretta preparazione delle conserve fatte in casa è necessario rispettare le linee guida indicate dal Ministero della Salute, riportate qui: Linee guida per la corretta preparazione delle conserve alimentari in ambito domestico. Si tratta di un elenco di regole di igiene della cucina, della persona e degli strumenti utilizzati, così come indicazioni su una corretta sanificazione dei barattoli, trattamento degli ingredienti, pastorizzazione e conservazione. Prima di preparare una conserva (marmellate, confetture, composte, chutney, sottoli, sottaceti, frutta sciroppata, gelatine di frutta, marinature, pesto) è bene leggere attentamente le indicazioni riportate nel link in modo da non incorrere in rischi per la salute.

Consiglio

Potete aromatizzare i pomodori secchi sott’olio mettendo nei vasetti della menta o del basilico.
La preparazione tradizionale dei pomodori secchi sott’olio prevede che l’essiccazione avvenga al sole; se disponete di tempo e spazio potete lasciarli essiccare al sole (ci metteranno 7-10 giorni), girandoli ogni tanto e avendo cura si coprirli con un telo per tenerli al riparo dalla polvere e dagli insetti.

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Non ci sono più le zitelle di una volta…

Vi segnalo questa ricetta, che mi ha colpito per i colori della foto e per il titolo divertente:

 

Ve la ricordate Mary Tyler Moore? “Chi” direte voi “forse la protagonista dell’omonima serie tv che negli anni ’70 in America, da noi ’80, rappresentò il primo caso di donna single in tv?“. Si, proprio quella (ma lo so che tanto non ve la ricordate…)! Mary Tyler Moore era una giovane donna americana, simpatica e piacente. […]

via Non ci sono più le zitelle di una volta. Omaggio a Mary Tyler Moore con cupcake mimosa al mais, tonno e philadelphia. — I racconti di Miss Brownies conditi da tentativi di ricette su Alincucina

Cupcake mimosa al mais, tonno e philadelphia.

In una ciotola sbattete 2 uova medie con 1 bicchiere di latte,50 ml di olio di semi e un pizzico di sale. Unite 100 gr. di philadelphia e mescolate bene, poi aggiungete 150 gr. di farina, 1 bustina di lievito istantaneo per torte salate,160 gr. di tonno al naturale, erba cipollina a piacere. Mescolate il tutto velocemente (se vi sembra troppo asciutto aggiungete altro latte) e poi versate l’impasto nei pirottini e infornate a forno caldo a 180° per circa 25 minuti.

Fate la prova stecchino, sfornate, lasciate raffreddare e poi ricoprite i cupcake con altro Philadelphia e chicchi di mais per l’effetto mimosa.

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L’insalata preferita di Giulia

Mischiare insieme frutta e verdura. Ecco un esempio:

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Urcocan! La magia in cucina sta arrivando a quota 100.000 lettori….

E non abbiamo ancora un dominio, pensa te…..questa sì che è una bella sorpresa!

Grazie a tutti per la fiducia e per seguirci con tanto interesse!!!

Vi abbraccio!  M.E.

grazie_001

a tutti voi !

 Ed eccovi qualche grafico ufficiale:

dal-principio

di cui ca. 60.000 soltanto nell’anno in corso! un vero e proprio boom!

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