…e qualcosa della cucina bavarese ?

Sì, perché no? Rispolverare qualche ricetta, non moltissime, dei piatti bavaresi che mi piacevano di più. E già che ci siamo anche qualche curiosità sulla lingua, il dialetto bavarese.Che se lo senti parlare, sembra più cinese che tedesco. Dite di no ? Sentite questa: pronunciato si dice: ” I’ mon’ do scio a’ ” chi sa indovinare cosa vuol dire ?  Semplice. “Sono d’accordo con te” cioè tradotto in tedesco “Ich meine dass auch“. Una delle prime sere, appena dopo il trasloco e la messa a punto di alcune pratiche, mi sono recata con l’amico Joe e l’amica Gaby in una nota birreria del Viktualienmarkt, avevamo appena preso posto in uno di quei tavoloni con le banche che si trovano nella piazza con il pavimento ricoperto di quadretti di porfido e protetta dalle chiome di alcuni tigli e avevamo ordinato uno dei piatti tipici, Leberkaes’ con patate e crauti e un bel boccale di birra ciascuno (al di sotto del litro lì non vai se sei in compagnia di uno del posto), quando… Come è usanza lì, non bisogna fare i pittimi ma si divide il tavolo con chiunque arriva (è una sorta di allegra ospitalità e segno di grande convivialità), ovviamente se sono educati prima ti chiedono se possono prendere posto, chi non lo è, trascina rumorosamente le sue cose e ti ribalta tavolo e panchina senza tanti complimenti. In ambedue i casi, protestare con un “Ehi, no, guardi che è occupato” non è davvero il caso. Noi siamo stati forntunati perchè siamo stati avvicinati da una curiosa coppia di vecchietti in tipico costume bavarese.  Avreste dovuto vedere lui ! Sembrava un quadro antico: braghe di pelle (Lederhose) e camicia bavarese attraversata dalle tipiche bretelle, con cappello di tela di lana verde loden e tipici pennacchi, campanelle ai calzettoni fino al ginocchio, i classici calzari in legno (tipo sgalbar) e una lunga pipa dalla quale tirava trasognato un ometto dalle guance rosse, gli occhi vivaci come un folletto o uno gnomo e una barba lunga e folta contornata da due bei baffoni alla Francesco Giuseppe….Furono di una squisitezza unica, e lui nel sapere che ero italiana perchè non capivo un cicca di quello che diceva in bavarese, si prese la briga di volermi insegnare almeno una frase….Affinchè mi entrasse in testa in qualche modo la pronuncia ci vollero almeno mezz’ora di tentativi e di risate, ma alla fine, se ancora me la ricordo dopo quasi 10 anni, vuol dire che è riuscito nel suo intento.

da sostituire con la foto dei bavaresi

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