La cucina macrobiotica (cenni) o cucina zen

Io non seguo le mode, seguo solo quello che mi piace.

Un’altra delle mie passioni è la cucina macrobiotica, ma che a causa del mio dolicocolon con diverticoli non posso abusarne, perché come si sa, troppe sostanze integrali tendono a bloccare l’intestino invece di aiutarlo. Per il secondo caso un po’ di carotine e zucchine lesse sono un vero toccasana.

Attenzione! Se avete strani sintomi e sospettate di avere delle allergie alimentari, sottoponetevi prima anche ad una colonscopia accurata, perchè spesso viene scambiata (essendo più di moda) per Celialchia, ossia allergia a lieviti e glutine. Ma per una persona affetta da dolico-colon un normale utilizzo di lieviti è più auspicabile che non il contrario, specialmente se vi viene associato a grandi quantità di farina di kamut (grano khorasan- di solito commercializzato come Kamut®), che per gli ignoranti e gli incompetenti contiene comunque glutine!

Dopo questa breve premessa, passiamo subito alle ricette macrobiotiche e al significato di alimenti yin e alimenti yang. Ho trovato inoltre una analogia, di questo simbolo, al mio stesso segno zodiacale, visto che per l’oroscopo cinese io ho il Sole nel segno della Tigre e l’Ascendente nel segno del Drago (vedi terza immagine a destra).

In zona, i prodotti macrobiotici si possono acquistare presso i seguenti negozi: alla GEA di Mezzolombardo, il Germoglio di Pergine Valsugana, il Naturhouse di Corso Tre Novembre, alla EffegiLab di Lavis,  l’Origine srl  di Trento oppure dove vado di solito al NaturaSì di Via Brennero. Mentre se cercate un ristorante potete provare: “Martinelli” Via del Car, 4 38060 Ronzo Chienis (Tn) Tel: 0464 802904 Prodotti bio: 40% oppure l’Agriturismo Florandonole di Fai della Paganella.  Sono benvenute le vostre segnalazioni!

I seguenti appunti sono stati tratti da un libro (che al momento non ho sottomano ma lo cercherò e vi darò il titolo e gli autori):

Significato ed origini della macrobiotica

La parola macrobiotica deriva dal greco e significa “grande” o “lunga vita” da macro = grande e bio = vita; macrobiotica vuol dire dunque arte di ringiovanire o almeno di mantenersi giovani a lungo e si può definire una “tecnica di lunga vita”.

La macrobiotica è una filosofia orientale (e anche la cucina macrobiotica fa parte di questa filosofia) che risale a cinquemila anni fa.

Di antichissima tradizione quindi, la macrobiotica fu in un certo senso riscoperta da Georges Ohsawa, medico e filosofo giapponese. Il suo vero nome è Nyioiti Sakurazawa, nato a Kioto nel 1893 e morto a Tokio nel 1966, ancora nel pieno delle sue forze fisiche e mentali. La sua morte fu dovuta ad un incidente.

Egli era ritenuto quasi un mago; per le sue cure mediche non prescriveva quasi nessun rimedio, soprattutto evitava i medicinali (cosa ne direbbero adesso le grandi case farmaceutiche? andrebbero tutte in fallimento…). Per il resto raccomandava una nuova disciplina alimentare e un cambiamento totale nella dieta.

Dal punto di vista della cucina macrobiotica, Ohsawa arrivò al perfetto connubio della filosofia con la cucina.

Egli stesso, cercando la propria salute (perché la sua vita giovanile fu funestata da drammatiche malattie) si avvicinò alla cucina zen, e per questo si unisce spesso al termine macrobiotico anche il termine zen.

ah, adesso capisco perché mi piace la cucina macrobiotica! sono 
già una mezza patita dello Zen...

Ora vi allegherò una tabella con i diversi alimenti. Accanto al nome i simboli che contraddistinguono i due principi: il triangolo a punta in giù è il simbolo yin, quello a punta in sù significa yang. Il numero dei triangoli significa: poco (un triangolo); abbastanza (due triangoli); molto (tre triangoli).

alimenti yin e yang 1

alimenti yin e yang 2

Le 10 regole della cucina Zen – Appunti per i profani –

1. Nutrire l’anima allontanando le passioni oscuranti: quindi niente carne o pesce, che implicano di fatto violenza verso altri esseri, ma anche i sapori troppo decisi come quelli di aglio e cipolla sono esclusi. Viene chiamata anche: la cucina dell’anima.

2. Preparare il cibo con cura e mangiare con tranquillità. Innanzitutto, preparare un buon brodo “dashi”, poi bollire le verdure, far cuocere il riso, e così via, senza preoccuparsi del tempo che passa, di quanto ci si sta impiegando. Se non amate il brodo la stessa calma la potete applicare anche alla pastasciutta.

3. Il riso e le coccole. Una ciotola di riso bollito purifica l’anima, è un piatto che non ha bisogno di nient’altro, né profumi, né sapori aggiuntivi. E’ cibo puro. Il riso (e tutti gli ingredienti, aggiungiamo noi)  va “coccolato” sin da quando si estrae dalla confezione: fare attenzione nel lavarlo e una volta in pentola controllare il fuoco. Si deve essere riconoscenti al riso “e a tutti i cereali in chicco presenti nelle varie zone del mondo” perché sono il cibo più vicino a noi e di cui non si può fare a meno.

4. Nulla va sprecato: i semi del peperone che vengono tolti possono essere usati nella composizione delle frittelle, le foglie del sedano staccate dal gambo per fare una tempura, le bucce degli ortaggi bio essiccati al sole sono ottimi per fare un buon brodo, con il gambo dei broccoli ci si può cucinare una crema. Addirittura, l’acqua di risciacquo del riso può essere usata per lessare le verdure, non la prima acqua, però: il primo lavaggio la rende troppo torbida, anche questa non va comunque buttata, ma usata per innaffiare le piante (a loro piacerà).

5. I pasti, ma soprattutto gli antipasti, si preparano richiamando alla mente il volto di coloro per i quali si cucina. Ci si deve mettere tutta l’anima nel preparare gli antipasti in modo tale che l’ospite venga accolto nel migliore dei modi trasmettendogli gioia. Attraverso gli antipasti si può comunicare il benvenuto e la disponibilità ad accogliere l’ospite a cuore aperto. E’ un incontro tra anime.

6. Le ricette non riescono mai esattamente come la volta precedente, il risultato che si ottiene non sarà mai il medesimo. Non bisogna arrabbiarsi, ma piuttosto interrogarsi con umiltà su quali ne siano i motivi. Le differenze non devono turbarci. Solo comprendendo la mutevolezza del mondo che non va mai come vogliamo ci si potrà liberare della rabbia e dell’inquietudine.

7. Eseguire le lavorazioni a mano. Ad esempio, pestare gli ingredienti al mortaio anziché frullarli con un robot da cucina darà l’occasione per abbandonarsi all’ascolto della propria anima. Qualcuno ci ha fatto arrabbiare? Se in fondo al cuore si trovano sentimenti oscuri, vanno schiacciati come gli ingredienti nel mortaio: macinare con calma per calmare la nostra anima.

8. Riordinare la cucina: un compito quotidiano che aiuta a mantenere serenità e calma così come lavarsi accuratamente, riassettare il letto, recitare i sutra, le “preghiere”. Qualsiasi cosa si provi a fare ne capirete il senso solo dopo averla ripetuta tutti i giorni.

9. I dolci vanno consumati con moderazione. Rallegrano l’anima e sono divertenti e piacevoli, ma non indispensabili per la sopravvivenza. In ogni caso, si avrà cura di bilanciare il gusto, così da far rivivere la dolcezza originaria degli ingredienti senza renderla stucchevole.

10. Il livello più alto di consapevolezza a tavola è rappresentato da colui che rende sempre omaggio per il cibo che consuma. Si rende omaggio alla terra che ne ha permesso la crescita dei vegetali, al contadino che l’ha coltivata, al cuoco che l’ha preparata e in ogni caso a Dio, qualunque esso sia, che ci ha permesso di consumare e assaporare il pasto. Un semplice gesto, un inchino, un pensiero di gratitudine.

Ovviamente tutto questo è solo un accenno, una piccola introduzione, 
per chi vuole cominciare ad "annusare" in questa direzione. L'argomento 
è molto ampio e non mi ritengo certo una esperta in materia. Ma essere
curiosi e iniziare a sperimentare in questo senso non è un male. 

E' così che si fa in cucina, anzi è proprio l'essenza della cucina, 
l'alchimia.
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2 risposte a La cucina macrobiotica (cenni) o cucina zen

  1. dorino ha detto:

    mi spiace contraddirti, ma le origini non hanno a che fare con lo zen.
    ma da un sistema di vita che viene dallo shintoismo , che è detto la ” via degli dei “

    Mi piace

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