Se avessi un ristorante che cosa farei ?

Intanto però vi posso raccontare quello che facevo…

Me lo dicono spesso ultimamente che dovrei riaprire un ristorante perché mi darebbe modo di fare quello che mi piace guadagnando di più (visto che ora sono costretta a chiedere continuamente prestiti solo per pagare l’affitto e la bolletta del gas), ma io non sono tanto di quell’avviso.

Molta gente, che non ha mai fatto un lavoro in proprio, pensa che sia facile impiantare su una azienda, che non servano fondi per investire ed iniziare (sei una donna no? te li dà la provincia o il fondo europeo! …seh! come no, se sei raccomandata forse…) e che poi una al giorno d’oggi possa farcela da sola, senza dipendenti e se li assume di nuovo obblighi e tasse fino a farti seppellire…Quando uno non ha soldi, non ha soldi per fare niente. E sperare nella cuccagna solo perché ti metti in proprio è da poveri illusi.

Avevo addirittura trovato altre persone che si sarebbero messe  volentieri in società con me (anche perché sono state loro a propormelo), così il problema dipendenti lo avrei anche in qualche modo risolto, ci si organizza e ognuno fa la sua parte, nelle cose che gli riesce meglio fare. Persone che mi conoscono da tempo sanno che ho saputo essere un’ottima imprenditrice con molto estro e fantasia anche quando avevo pochi mezzi.

Le capacità allora le avevo e probabilmente l’ho dimostrato…se penso ai risultati che ho ottenuto rilevando una attività chiusa da sei anni dove la clientela che lo ricordava erano ormai solo gli “ubriaconi” della zona e quelli che scendevano sperando in una specie di bordello (visto che chi lo gestiva erano tre donne, di cui una divorziata, si sa nei paesi ci marciano su queste cose…) . Ci abbiamo messo 3 mesi a ripulirlo dalla spazzatura e dal luridume. Tanto che quando lo abbiamo riaperto ci hanno chiesto tutti se avevamo cambiato l’arredamento e il pavimento. “No ragazzi, solo olio di gomito!”

Altri sei mesi ci sono voluti per rifiutarne o allontanarne (sempre gentilmente) alcuni per fare una scelta, una cernita, una selezione, un ripulisti, ordine fra i clienti che inizialmente si avventuravano per il nostro locale. Decidemmo quindi di puntare più sul ristorante che sul bar. Scelsi un logo per il locale e un nome che lo distinguesse, cambiai le insegne, ne migliorai l’attrezzatura e l’arredamento. Scelsi tra i fornitori di materie prime quelli che in zona riuscivano a garantirmi una veramente buona qualità (superiore alla media) senza però perdere di vista il prezzo. Infatti riuscivamo nonostante tutto a vendere i piatti ad un prezzo veramente accessibile, per esempio un piatto (e le quantità erano sempre abbondanti, come deve essere in ogni trattoria fuori porta che si rispetti) di ottimo stinco di maiale con polenta per soli 5 € (anzi no, allora c’erano ancora le Lire quindi erano solo 2,50€ a porzione), cosa che adesso non si potrebbe più fare, primo perché la concorrenza ti farebbe morire in poco tempo accusandoti di concorrenza sleale e secondo perché chiuderesti per bancarotta dopo pochi mesi.

Il giorno di chiusura lo dedicavo alla contabilità, al controllo del magazzino, alla creazione del menù, agli acquisti e la sera andavo a cenare fuori, così tenevo d’occhio la concorrenza, misuravo i prezzi, le novità, osservavo ciò che piaceva o meno ai clienti e ne facevo tesoro.

In effetti il racconto non finisce qui, nel giro di tre anni, da zero clienti-ristorante siamo arrivate (sì, perchè non ero da sola, c’erano anche mia madre e mia sorella e due aiutanti a ore) ad averne ca. 70 a pasto (pranzo e cena), ma poi la struttura si è rivelata inadeguata ad accogliere così tante persone e insufficiente a garantire una certa celerità di servizio. I clienti cominciavano a lamentarsi di dover aspettare troppo…a volte capitava, che passasse anche mezz’ora tra l’ordinazione e il momento in cui veniva servito in tavola….Dovevamo rimodernare di nuovo tutto ! Ma spendere mezzo miliardo di lire in un locale che non è nemmeno di tua proprietà vale la pena farlo ? Dovevamo rifare la cucina, i bagni, il tetto e risanare tutto il resto, sopratutto gli impianti, visto che non c’erano nemmeno le fognature ma solo una fossa biologica.

Dopo averci riflettuto su un po’ decidiamo di comperare il locale. Dal geometra l’edificio viene valutato intorno agli 80 milioni di lire (era un pochino messo male), ma i proprietari erano in tre. Tre fratelli, che quando era d’accordo uno erano in disaccordo gli altri due e viceversa. Sono arrivata fino ad offrire il doppio del suo valore, ma niente.  Allora mi sono scazzata, tanto lavorare (almeno 16 ore al giorno, dalle 11 del mattino fino alle 4 del mattino seguente) per poi dover regalare tutto agli altri ? I quali, a scadenza del contratto di affitto,  da un rudere che avevano si ritrovano una attività super avviata e un localino di tutto rispetto senza dover spendere un centesimo ? No, grazie.

Per lo stress e la stanchezza mi sono anche ammalata piuttosto gravemente (paresi totale temporanea dovuta a sindrome spasmofilica, creata da carenza di minerali tipo potassio e magnesio e vitamine B dovuto ad un problema metabolico) e quindi il destino ha deciso per me. Ho venduto l’attività e buonanotte al secchio.

Meglio andare a lavorare come dipendente: si lavora di meno e si guadagna di più. Ma soprattutto vai in ferie e se ti ammali sei assicurato e pagato lo stesso.  Fisicamente ora non sarei in grado di reggere quei ritmi ma sicuramente se ci riuscissi mi piacerebbe ancora molto farlo. Il settore della ristorazione permette di essere molto creativi ed innovativi anche nel piccolo.

Sono andata a vedere il mio vecchio locale qualche tempo fa: Che desolazione! Lo hanno abbandonato lì e sta cadendo a pezzi. E’ proprio vero che certe persone non hanno il minimo senso commerciale.

Ma ecco la mia nuova idea… vai a Hocus Pocus

Ma ecco la mia seconda idea….vai a

Ma ecco la mia terza idea! e mi fermo qui.  IL MONDO DELLE IDEE! Centro Multi-servizi interamente dedicato alle idee,alla progettazione e al Ristart.

Che cos’è il Ristart? ve lo spiego meglio qui. Azienda individuale femminile ed innovativa.

 

2 risposte a Se avessi un ristorante che cosa farei ?

  1. pausagolosa ha detto:

    mi piace il tuo blog…molto interessante.. passero’ a trovarti di nuovo.ciaooo

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