L’utilizzo delle spezie indiane in cucina

spezie indiane

Proprietà Benefiche e gli Usi in Cucina

Ormai le spezie indiane sono entrate a far parte in maniera stabile nella nostra cucina e di alcune delle quali oggi non sappiamo nemmeno che fossero di provenienza molto lontana. Le spezie infatti per la maggior parte sono state importate nel corso dei secoli in Europa da molti paesi esotici, soprattutto dall’India.

È da secoli, in alcuni casi da millenni che si utilizzano le erbe aromatiche indiane per insaporire i cibi, cercando di dare quel tocco in più, ma anche perché hanno una funzione rinvigorenti per il corpo e antisettiche per i cibi. I numerosi principi attivi infatti mantengono freschi i cibi, e hanno una funzione antibatterica.

Le capacità benefiche delle spezie indiane

Le spezie hanno molte capacità benefiche per quanto che riguarda purificazione dei cibi, e come aiuto per la digestione, che si esaltano se lavorati in maniera naturale: per questo motivo per riuscire a sfruttare le proprietà di questi ingredienti è consigliabile acquistarli in negozi specializzati nella vendita di prodotti naturali, in cui è possibile trovare le spezie indiane trattate con tecniche naturali.

In questo articolo faremo un breve excursus sulle erbe aromatiche indiane più utilizzate nella nostra cucina, infine dandovi una ricetta semplice di un piatto tipico indiano.

Le proprietà del pepe

Ormai è diventato per la nostra cucina un punto fermo, ma pochissimi sapranno che una delle spezie utilizzate per insaporire i nostri piatti è di origine indiana.

Il pepe fa parte della pianta delle piperacee, ed esiste in diverse varianti come il pepe rosa, il pepe verde, il pepe bianco, ma la più utilizzata è il pepe nero, ed è per questo motivo che questa spezia viene anche detta “oro nero”.

È una delle spezie più antiche ed è infatti utilizzato in India dalla preistoria, anche perché può vantare ottime proprietà disinfettanti, e di aiuto per la digestione, evitando la formazione di gas. È infatti utilizzata anche nella medicina Ayurvedica e nella medicina curativa fitoterapica, in cui è un elemento per la cura di malattie respiratorie.

Le proprietà della curcuma

Probabilmente una delle spezie indiane più tipiche, la curcuma è definita anche “lo zafferano delle Indie”, e viene utilizzato per la preparazione di molti piatti, o per accompagnare alcuni contorni, proprio per il suo sapore molto forte (per questo motivo se ne consiglia un uso molto ridotto).

È particolarmente consigliata per la preparazione di risotti, o da aggiungere a zuppe di legumi. La curcuma possiede moltissime proprietà antibatteriche ed è infatti utilizzata dalla medicina Ayurvedica per la cura della pelle.

La curcuma si trova in polvere visto che viene prodotta dai rizomi e non dalla pianta.

Le proprietà del cardamomo

Il cardamomo è una spezia di origine indiana, per quanto il suo uso in Europa è molto antico: già greci e romani lo utilizzavano per i propri piatti, anche se è diventata più diffusa solo con il colonialismo inglese, che l’ha trasformato da pianta a nascita spontanea, a pianta coltivata.

Il cardamomo è una pianta dalle proprietà rinfrescanti, e riesce ad estendere i suoi benefici alle mucose del corpo umano, ripulendo bocca e gengive.

Per questo motivo questa spezia è utilizzata anche per alcune bevande, oppure viene aggiunta al caffè. Le bacche di cardamomo sono utilizzate inoltre per lenire il mal di denti e per profumare l’alito.

Le proprietà del curry

Diversamente da quello che si pensa, il curry non è una spezia unica, ma un misto lavorato di spezie indiane e non solo. Quello che intendiamo per curry è infatti quello che in India viene definito masala.

Il kuri dal quale deriva dalla parola, è invece una pianta utilizzata per la preparazione di molti piatti. Si utilizzano di solito per la preparazione del curry: la curcuma, il cardamomo e lo zenzero (che è invece una spezia dell’estremo oriente), assieme ad altri elementi ancora.

Si utilizza questo mix per insaporire i piatti tradizionali, ma anche per la preparazione di una bevanda come il tchai, a base di latte e tè. A seconda delle spezie che formano il misto, il curry ha proprietà di diverso tipo, che possono rafforzare l’organismo.

Una ricetta semplice: il pollo al curry

pollo al curry

Una delle ricette più famose della cucina indiana è il pollo al curry, un piatto molto gustoso e dalla preparazione in realtà per nulla complessa, e unisce ad un elemento semplice come il pollo, il sapore particolare delle spezie indiane.

Esistono molte preparazioni per il pollo al curry, ma abbiamo preso spunto dalla ricetta di Come Fare di Donna Moderna perché ci è sembrata quella più semplice, e quella sulla quale è più facile apportare modifiche a seconda dei gusti.

Per fare il pollo al curry per 4 persone ci serviranno:

  • 300 grammi di petto di pollo
  • due cucchiai di curry
  • 250 millilitri di panna liquida o latte
  • olio d’oliva
  • un cucchiaio di maizena (oppure farina)
  • sale e pepe
  • e per accompagnare 250 grammi di riso.

Come preparare il pollo

Si taglia il pollo in tanti cubetti, e in seguito li si fa soffriggere in padella a fiamma bassa con l’olio d’oliva, dopodiché si mette sale e pepe aggiungendo mezzo bicchiere d’acqua.

Appena il pollo sarà dorato si aggiungono due cucchiai di curry, dopodiché si cuoce per 5 minuti con il coperchio appoggiato sulla padella.
Come creare l’amalgama
Alla fine di questa cottura si solleva il coperchio e si fa evaporare l’acqua, in seguito si aggiunge la panna liquida, oppure per una ricetta più leggera, il latte, mescolando per evitare che si attacchi sul fondo della padella.

Ultima fase : Infine si aggiunge la maizena, mescolando per bene per evitare di creare grumi. Quando tutto si sarà addensato, lasciare cuocere per altri 5 minuti.  A questo punto si consiglia di cuocere il riso in maniera tradizionale, e servire assieme al pollo al curry (una delle spezie indiane più usate nel nostro paese).

 

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