Pasta e fagioli alla padovana

Ingredienti:                                                                           

  • 350 g di pasta di tipo corto (vanno benissimo i ditalini rigati)
  • 300 g di fagioli borlotti freschi sgranati (o in scatola)
  • 1 rametto di rosmarino
  • 1 cucchiaio di farina di frumento
  • 2 pomodori (o 1 cucchiaio di conserva di pomodoro)
  • prezzemolo
  • 1 spicchio d’aglio
  • olio, sale e pepe

Istruzioni:

Se i fagioli non sono già lessati (nel qual caso si utilizza anche l’acqua di conservazione) cuocere i fagioli in abbondante acqua, e nel frattempo, ma con calma, scaldate dell’olio extravergine di oliva in una pentola nel quale avrete messo l’aglio sbucciato e schiacciato e il rametto di rosmarino. Fate rosolare per qualche minuto, dopo di che togliete il rosmarino e quando l’aglio comincia a imbiondire mettete nel tegame la farina, rigirandola con un mestolo di legno. Quando comincia ad emanare il caratteristico buon profumo di tostatura, potrete aggiungere anche la polpa dei pomodori puliti, schiacciati e passati al passaverdura o (per fare prima) dei pomodori pelati in scatola schiacciati con la forchetta (se non avete neanche quelli va bene anche la conserva di pomodoro).

Lasciate sul fuoco dopo aver aggiunto un paio di cucchiai dell’acqua di cottura dei fagioli  (o l’acqua di conserva se erano in scatola) e aggiustate di sale; quando il brodo, dopo alcuni minuti a fiamma non troppo alta, si sarà addensato versatelo nella pentola in cui i fagioli stanno ultimando la cottura (non se avete usato quelli in scatola ovviamente).

Aggiungete infine la pasta nella stessa pentola, ca. 1 manina scarsa per persona, levate dal fuoco quando è ancora al dente (dopo 9 minuti).

Dopo un’ultima spolverata di prezzemolo tritato sottile, servite in tavola con fette di pane toscano.

Usate una di quelle pentole di cotto-ceramica, la zuppa non si attaccherà al fondo e sarà presentabile anche in tavola con un bel sottopentola in sughero per non rovinare la tavola rustica

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Poiché questa ricetta sembra piacere molto, ma rileggendola mi sembra un po’ confusa ho pensato bene di schematizzarla per rendere il lavoro di chi l’ha già provata una prima volta + veloce.

Ecco qui :

  1. padella – olio – aglio – rosmarino
  2. togliere rosmarino
  3. mettere farina e rimestare
  4. aggiungere pomodori o salsa
  5. aggiungere acqua cottura fagioli, 2 cucchiai
  6. sale  (1/2 dado)
  7. aggiungere i fagioli
  8. aggiungere pasta e rimestare
  9. cuocere 9/10 minuti
  10. spolverata prezzemolo tritato

Volete un’idea sfiziosa per un pranzo completo ?  Date un’ occhiata qua.

Il famoso libro di Bauer di cui vi ho appena parlato porta una ricetta un pochino diversa, che può tornare utile se invece di usare fagioli in scatola si preferiscono quelli freschi sgranati e lo chiama “Minestrone di pasta e fagioli”, una versione abbastanza originale e gustosa. Calcolate i tempi che ovviamente sono più lunghi (solo 2 ore per la cottura dei fagioli).

In una pentola mettete 1/2 bicchiere di olio d’oliva, un trito di prezzemolo e due spicchi d’aglio: fate dorare lentamente a fuoco basso. Aggiungete quindi un paio di pomodori tagliati a pezzettini, sale e pepe e lasciate cuocere –sempre dolcemente – per circa 10 minuti. A questo punto potrete aggiungere un chilogrammo di fagioli freschi sgranati e due litri di brodo, aumentate la temperatura del fuoco e lasciate cuocere per circa due ore. Levate quindi metà dei fagioli e passateli dal setaccio o dal frullatore. In un tegamino assieme ad un cucchiaio d’olio mettete due cucchiai di farina bianca che farete rosolare, mescolando accuratamente, finchè la farina abbia preso un bel colore biondo. Togliete dal fuoco ed aggiungete una tazzina di brodo, sciogliendo accuratamente la farina sì che la stessa non abbia a formare dei grumi. La farina così preparata (“brustolin”) ed i fagioli passati al setaccio vanno uniti al minestrone assieme a due etti di pasta piccola e il tutto vine fatto cuocere per un quarto d’ora. Servite il minestrone ben caldo e abbondantemente spolverato di parmigiano della Val di Non accompagnandolo con un vino robusto come il Teroldego. Ancor più squisito risulterà il nostro minestrone se consumato il giorno dopo.

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